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Ma perché mai una persona qualsiasi un bel giorno si mette a scrivere?

Carta e matitaNon lo so, non saprei proprio dire com'è che mi è venuta.

Eh sì, perché la voglia di scrivere è una malattia, una cosa contagiosa, che quando ti si attacca non lascia scampo. È un virus che ti fa dire a moglie e figli dopo cena "vado un po’ a scrivere", con gli occhi bassi e l’aria indifferente, come se stessi dicendo "vado a guardarmi un film porno" o qualcosa del genere. Mentre sei con gli amici, magari ad una festa o a cena al ristorante, all’improvviso gli spaghetti nel piatto diventano i racconti che hai in testa, tutti intrecciati tra loro ma diversi l’uno dall’altro, e non ti accorgi più se sanno di vongole o di tartufo. La tua donna ti guarda e ti chiede che cosa è successo, ma tu non glielo sai dire, perché ti sei perso a seguire una storia, e hai scoperto che ormai non è più quella che volevi tu, ma è diventata viva, e decide da sola come andare avanti.
Brutta davvero, questa malattia. Ma mi sto curando: adesso scrivo tutti i giorni, così prima o poi le storie nella mia testa finiranno, e sarò libero di guardare ogni sera la televisione. Manca ancora poco, lo sento, e poi tornerò ad essere una persona normale.